Come scrivere una lettera di presentazione: errori da evitare

Una introduzione poco efficace rischia di penalizzare anche il migliore dei curriculum. Per questo motivo, è importante sapere come scrivere una lettera di presentazione e al tempo stesso è utile conoscere gli errori che sarebbe opportuno evitare. Prima di tutto, nella lettera ci si deve focalizzare sulla propria esperienza lavorativa. Ovviamente va bene menzionare i titoli di studio di cui si è in possesso, sempre a condizione che siano rilevanti, ma è sulla carriera professionale che si ha alle spalle che conviene focalizzarsi. E se si è alle prime armi nel mondo del lavoro, nessun problema: si possono citare anche le esperienze di volontariato, i tirocini e gli stage.

Come ci si approccia a una lettera di presentazione

Solo nel caso in cui non si sia in possesso di alcun tipo di esperienza si può fare riferimento alla propria istruzione, per esempio puntando l’attenzione sui progetti a cui si è preso parte, ma anche sulle competenze che sono state acquisite nel corso del tempo, ovviamente a maggior ragione se risultano pertinenti con il contesto professionale per cui ci si sta candidando. Insomma, nella lettera di presentazione non bisogna far sembrare il titolo di studi come la propria qualifica principale, nemmeno se ci si è appena laureati o si è concluso da poco il proprio percorso scolastico. Mettere in evidenza il fatto che si sia preparati grazie a un percorso di istruzione appropriato è utile, ma a condizione di non limitarsi a questo. Quello che veramente cattura l’attenzione dei recruiter è l’esperienza di lavoro che può essere garantite dalle nuove risorse.

Quale linguaggio adottare

Non si può fare a meno di tenere conto della scelta del linguaggio, ricordando che uno stile eccessivamente formale può risultare poco efficace. Il linguaggio non deve mai apparire falso, ma al contrario dovrebbe offrire una sensazione di fluidità e naturalezza. Lo scopo di un candidato è quello di mostrarsi alla mano, aperti e amichevoli, così che i selezionatori abbiano l’opportunità di intuire che potrà essere una scelta vincente assumerlo. Dopo aver scritto la lettera di presentazione, è sempre necessario rileggerla ad alta voce, così da verificare se “tutto fila” o se ci sono dei passaggi che è meglio modificare.

Colpire l’attenzione di chi leggerà la lettera

Iniziare la lettera con il proprio nome è uno degli errori più comuni, che però è bene non commettere. Sin dalla prima fase è indispensabile suscitare una impressione positiva, e per questo motivo ci vuole un inizio di impatto. Non ha senso cominciare scrivendo il proprio nome, anche perché questo sarà già riportato al termine della lettera oltre che nel curriculum. Per attirare l’attenzione di un recruiter si può pensare di stabilire una correlazione tra il lavoro per cui ci si sta proponendo e una passione personale, o magari fare riferimento alla propria esperienza nel settore.

Vietato pensare unicamente a sé stessi

A mano a mano che si procede con la stesura della lettera, si deve sempre pensare a qual è il suo scopo: e cioè persuadere il destinatario – si presume un responsabile delle risorse umane di un’azienda – che si è idonei ad assumere un certo incarico e che si può rappresentare un valore aggiunto per quella impresa. Insomma, è sbagliato scrivere che quel lavoro potrebbe essere una tappa importante per la propria carriera: quello che conta è mettere in evidenza il vantaggio che l’azienda potrà ottenere. I recruiter sono in cerca di qualcuno di sicuro e determinato, conscio del proprio valore.

La lettera di presentazione e il curriculum

I più pigri ricopiano nella lettera di presentazione ciò che è scritto nel curriculum, ma – come è facile immaginare – una soluzione di questo tipo ha poco senso: a che cosa serve ripetere quel che si può leggere già altrove? Il pericolo che si corre con una mossa del genere è quello di far pensare di non avere niente altro da dire, il che non sarà certo positivo. Piuttosto, nella lettera conviene approfondire un paio di esperienze di lavoro, parlandone in maniera più estesa rispetto a ciò che si può fare nel cv. La lettera serve a farsi conoscere, a illustrare i propri ideali e a mostrare il proprio percorso, sia lavorativo che personale.

Gli ultimi consigli utili

Infine, è bene dare il giusto valore alle proprie capacità, focalizzandosi sui propri punti di forza e mettendo in evidenza le skills che si ritiene di essere in grado di poter offrire in relazione al lavoro per il quale ci si sta candidando. Attenzione, però: è vietato “sbrodolare”, nel senso che la lettera di presentazione deve essere sintetica. Mai andare oltre un paragrafo di lunghezza, dunque. 250 parole sono più che sufficienti per illustrare le esperienze più significative e ciò che si ha da offrire all’azienda.

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