Come fare per contrastare la perdita dei capelli nell’uomo

La caduta dei capelli nell’uomo può dipendere da tanti fattori diversi. È fondamentale individuare la causa prima di intervenire per rimediare.

Il fenomeno della perdita dei capelli, specialmente negli uomini, è molto diffuso. In Italia, ben il 39% della popolazione di sesso maschile è affetta da una qualche forma di calvizie, di diversa gravità, e non parliamo solo degli uomini anziani: talvolta il fenomeno può comparire anche nei soggetti più giovani, provocando non pochi problemi nella vita di tutti i giorni e nelle relazioni sociali. La perdita dei capelli nell’uomo ha diverse cause e, prima ancora di intervenire, è importante individuare il fattore che ha scatenato il fenomeno, come riportato nell’infografica fornita dall’Istituto Helvetico Sanders.

L’alopecia androgenetica: la causa numero uno di perdita di capelli

La più comune tra le cause della perdita dei capelli nell’uomo (ma anche nelle donne, sempre più spesso) è l’alopecia androgenetica. Conosciuta anche come “calvizie comune”, colpisce infatti addirittura il 70% degli uomini in forme più o meno lievi e a diverse età. Il termine “androgenetica” indica che questo fenomeno ha uno stretto legame con gli ormoni androgeni e che è direttamente collegata con fattori genetici ereditari: questo significa che alcuni uomini più di altri sono predisposti geneticamente a subire i danni da parte degli ormoni androgeni sulla caduta dei capelli.

Nella maggioranza dei casi il problema si presenta intorno ai 35 anni di età, ma talvolta può comparire anche precocemente. Gli uomini affetti da alopecia androgenetica producono una maggiore quantità di DHT a livello follicolare: il DHT danneggia il follicolo, accorciando la fase di crescita e provocando una miniaturizzazione del follicolo e del capello.

L’alopecia androgenetica è legata anche alla razza: negli asiatici, ad esempio, è meno attivo l’enzima che converte il testosterone in DHT e dunque l’attività di questo ormone è meno potente (in Cina, solo il 20% degli uomini perde i capelli). In generale, la razza caucasica è quella maggiormente predisposta alla calvizie.

Altre cause della calvizie maschile: lo stile di vita

Non c’è tuttavia solo l’alopecia androgenetica a determinare la perdita dei capelli negli uomini. Ci sono altri fattori che possono in qualche modo aggravare la calvizie oppure addirittura scatenarla, e sono tutti legati allo stile di vita. Ecco quali sono.

  • Il fumo provoca, a causa della nicotina, un aumento dei radicali liberi accelerando così il processo di invecchiamento. Inoltre il fumo innesca l’aumento degli ormoni maschili e quindi crea terreno fertile per l’alopecia androgenetica.
  • L’alimentazione sbilanciata, troppo ricca o troppo povera di proteine in particolare, favorisce l’indebolimento del capello e ha un effetto negativo su follicoli e stelo.
  • L’abuso di alcool può contribuire alla perdita dei capelli: nei bevitori abituali, si ha una riduzione dello zinco, che è un elemento fondamentale per la salute del capello.
  • Lo stress può provocare una caduta copiosa dei capelli perché questi bloccano la loro attività come meccanismo di difesa. Se lo stress è cronico, la caduta sarà protratta nel tempo, se invece dura al massimo tre mesi avremo una caduta abbondante ma che poi si bloccherà e i capelli riprenderanno il loro ciclo vitale normalmente.

Prima di procedere con qualsiasi tipo di intervento o rimedio, è dunque indispensabile analizzare il singolo caso e capire con che tipo di problema abbiamo a che fare. Con un semplice test del DNA è possibile capire se c’è una predisposizione genetica e dunque concentrarsi sulle soluzioni più adeguate.

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