Come far valutare l’oro

In un contesto economico come quello attuale, dove la crisi sanitaria sta incidendo anche in svariati settori industriali e dei servizi del nostro paese, molti cittadini vanno alla ricerca, talvolta, di un po’ di liquidità per poter vivere serenamente la propria quotidianità o concedersi qualche piccolo svago. 

Le modalità sono molteplici, ma una, più di altre, è in grado di fornire il contante necessario per finanziare le piccole spese: rivolgersi ad un negozio esperto di compravendita di beni preziosi, come il compro oro di Roma di Massimo, e cedere uno dei gioielli posseduti. Da oltre un ventennio, un numero significativo di italiani si rivolge a questi centri, ma alcuni nostri connazionali non sanno, con esattezza, quali sono gli step da seguire in questo caso specifico. 

Pesatura e grado di purezza: fattori indispensabili per poter valutare l’oro

Nel prosieguo dell’articolo andremo ad analizzare come fare a vendere e valutare il proprio bene prezioso, al fine di ottenere la quotazione migliore e confacente alle regole attualmente previste dal nostro ordinamento. Prima di recarsi in un compro oro, è indispensabile controllare, anche in modo approssimativo, la pesatura del gioiello: per svolgere questa operazione è sufficiente utilizzare una bilancia da cucina digitale.

Quando, poi, ci si reca in negozio, l’esercente deve effettuare la pesatura dell’oggetto davanti ai nostri occhi, in modo da poter verificare che la differenza tra la pesatura “casalinga” e quella professionale non sia eccessiva. È importante sottolineare, tuttavia, come in alcuni casi la pesatura può essere differente per la presenza di pietre, che, per quanto ovvio, non possono essere incluse nella quantificazione dell’oro da vendere. 

Nella vendita dell’oro, è estremamente importante procedere ad una comparazione delle offerte. Un esercizio che molti italiani fanno, ad esempio, per scegliere la propria assicurazione auto o aprire un conto corrente. Internet, in tal senso, può costituire un ottimo supporto. Buona parte dei professionisti di questo settore, infatti, dispongono di un sito dov’è possibile procedere ad una prima valutazione del bene da vendere. 

La valutazione dell’oro cambia, seppur di pochi centesimi, ogni giorno, è varia in base al grado di purezza. Il più puro è il 24 carati, normalmente rappresentato dai lingotti d’oro, mentre quello più comunemente utilizzato come oro da gioielleria è il 18 carati. La quotazione finale effettuata dal compro oro è inferiore rispetto a quella ufficiale, in quanto nella stessa è presente il cosiddetto “margine di guadagno” dell’esercente per l’esecuzione della transazione. 

Cosa prevede la legge quando vendiamo un bene prezioso 

Nella scelta di un compro oro, meglio affidarsi a quei soggetti che, come previsto dalla legge, richiedono un nostro documento d’identità ed il codice fiscale per poter eseguire l’operazione di acquisto del nostro bene. Questi documenti devono essere censiti nel registro di pubblica sicurezza, come stabilito dai regolamenti legislativi attualmente in essere. 

Quando vendiamo un bene prezioso, dobbiamo assolutamente richiedere la copia dell’operazione di compravendita effettuata, dove devono essere indicati i dati del compratore e del venditore, oltre alla quantità dell’oro venduto ed il relativo controvalore in €uro. Un documento obbligatoriamente previsto dalla legge, che certifica come la transazione effettuata rispetti, adeguatamente, quanto previsto dal nostro ordinamento. 

Un altro aspetto atto a comprendere se l’esercente al quale ci vogliamo affidare sia serio ed affidabile, riguarda il limite di pagamento in contanti. La legge, in tal senso, parla chiaramente: il pagamento cash, in base a quanto previsto dalla normativa antiriciclaggio, può essere effettuato solo ed esclusivamente per un importante inferiore ad €.1000,00; in tutti gli altri casi, il pagamento deve essere eseguito tramite bonifico, assegno o carta elettronica. 

Chi non rispetta pedissequamente quanto normato dal legislatore, rischia di incorrere in sanzioni piuttosto salate, con multe variabili dall’1 al 40% della transazione commerciale effettuata, con una soglia minima di €.3000,00 

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