Come sbiancare camicie e abiti bianchi

Capi bianchi, croce e delizia, luminosi ed eleganti nella loro semplicità, richiedono maggiore cura una volta indosso, per evitare di macchiarli, e qualche accortezza ad hoc al momento del lavaggio, sia a mano che in lavatrice.

In linea di massima, per qualsiasi capo d’abbigliamento occorre attenzione e conoscenza delle specifiche modalità di lavaggio, asciugatura e stiratura. Queste sono registrate sull’etichetta, la quale, oltre a riportare informazioni relative alla composizione del tessuto, indica la temperatura idonea di lavaggio, consiglia o meno l’uso di centrifuga e ferro da stiro, dispensa indicazioni su una corretta asciugatura. Il tutto al fine di preservare qualità di fibre e colori nel tempo.

Ma cosa hai messo in lavatrice?

Un’altra indispensabile attenzione risiede nell’organizzazione del bucato quotidiano e settimanale, di modo da dividere gli indumenti delicati dagli altri – in genere necessitano di temperature piuttosto basse e detersioni dolci – e separare i colorati dal vestiario candido.

Se quanto detto viene smentito da qualche abbinamento azzardato e temerario nel cestello della lavatrice, allora non resta che correre ai ripari e cercare di riportare all’originario splendore la bella camicia ormai chiazzata, facendo appello a diversi metodi, alcuni piuttosto comuni, altri ricavati dal repertorio delle ricette della nonna. Lo stesso dicasi nel caso di un capo bianco ormai spento ed ingrigito.

Ma vediamo alcuni di questi espedienti.

Fra i rimedi classici: sbiancare con la candeggina

Se la cara vecchia maglia bianca mostra i segni del trascorrere del tempo, o semplicemente di distrazione – nel caso di una macchia –, uno dei prodotti solitamente usati è la candeggina. Generalmente si fa attenzione nel dosarla sul tessuto anche perchè se usata frequentemente poi tende ad ingiallire (come indicato qui) – se occorre un pretrattamento in un preciso punto – o direttamente in acqua; senza eccedere, al fine di proteggere dagli schizzi occhi e altri tessuti non bianchi (come pure piccole parti colorate dell’indumento da lavare). Il prodotto in questione, alquanto diffuso, è facilmente reperibile in alimentari o in negozi di prodotti per la casa e l’igiene.

Dalla dispensa di casa, brillanti soluzioni ecologiche: limone e aceto

Nel caso, invece, ci si volesse affidare a soluzioni più naturali, si potrebbe far ricorso ad ingredienti alimentari quali limone e aceto bianco.

Il primo ha proprietà smacchianti, disinfetta naturalmente ed emana una gradevole, decisa fragranza.

È possibile utilizzarlo in due maniere:

  • Spremendone il succo nella vaschetta, insieme ad un sapone delicato, oppure in tandem con del bicarbonato – circa due cucchiai. L’indumento deve rimanere in ammollo per almeno mezz’ora, nell’acqua tiepida. 
  • Facendone bollire delle fette in una pentola d’acqua; versando poi il liquido – sempre usando cautela per la propria incolumità – nel recipiente dove verrà lasciato in ammollo il capo da resuscitare. Anche in questo caso, mezz’ora o più di decantazione in vaschetta dovrebbe essere sufficiente a restituire lucentezza. Al contempo, l’aroma del limone dovrebbe eliminare cattivi odori.

Se, invece, si vuol provare ad utilizzare l’aceto bianco di vino, dalle note proprietà disinfettanti, è bene versarne una tazzina nel bacile d’acqua tiepida, dove lasciare a bagno il bucato.

Importante, nella cura di abiti bianchi, stenderli in zone del terrazzo non troppo soleggiate, per non vederne compromesso il candore.

Il bicarbonato di sodio, alleato dai mille usi

Se l’aceto può essere impiegato per diverse pulizie in casa, il bicarbonato di sodio non è da meno: versatile, lo si utilizza per pulire le verdure, per ravvivare tappeti e divani, per un rilassante pediluvio, e anche per un’efficace detersione dei capi di abbigliamento. Da solo oppure unitamente a sapone per il bucato, nei lavaggi a mano o in lavatrice, lo si aggiunge in due o tre cucchiai all’acqua tiepida. Dovendo rivitalizzare la luminosità delle fibre, un sano bagno di almeno trenta minuti si ritiene necessario.

Dal Medio Oriente all’Europa: antichi, inconfondibili saponi naturali

Dopo aver suggerito alcune semplici ricette sbiancanti, si vuole ora ricordare il profumo e la singolarità di antichi saponi prodotti dall’olio di oliva, dolci e nutrienti sulla pelle, ed usati, difatti, anche per la cura della persona. In primis, si ricorda l’antichissimo sapone d’Aleppo, dal colore verde – tendente poi ad una tonalità ambrata con il passare dei mesi nella “stagionatura” dei piccoli pani –, prodotto artigianalmente con olio di oliva e olio di alloro, il quale conferisce il particolare profumo e proprietà antisettiche (preziose anche per la pelle).

Figlio dell’illustre sapone, l’europeo e molto più tardo sapone di Marsiglia ne ricalca in buona parte la composizione, specie nell’uso dell’olio di oliva. Ovviamente, la qualità dei diversi saponi dipende da quella delle materie prime usate, e loro percentuale; nonché dal processo di lavorazione.

Ad ogni modo, in panetto, a scaglie o liquido – come ormai consueto –, il sapone di Marsiglia è generalmente un buon detergente per il bucato, sia colorato che bianco.

Naturale, come già detto, può rappresentare la base a cui aggiungere i virtuosi sbiancanti più sopra presentati. Per una profumata, propizia giornata di bucato.

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