Come fare la lana cotta con follatura in lavatrice

Nel post su come fare le palline di feltro, ho fatto un po’ il punto della situazione riguardo il complesso mondo di lana cardata, lana filata, lana cotta, feltro e pannolenci, spiegandovi a grandi linee le differenze.

Riassumendo brevemente, dalla lana cardata, ossia la lana appena tosata, che viene lavata e poi pettinata districando le fibre e mettendole tutte nella stessa direzione, si ottengono il feltro e il pannolenci (che è un feltro più sottile e morbido perché composto da lana cardata di pecora e pelo di capra mohair) attraverso un processo di infeltrimento, mentre dalla lana filata (ossia lana cardata sottoposta a filatura, che la trasforma, appunto, in filato) e lavorata a maglia, si ottiene la lana cotta, in seguito ad un processo di follatura.

Differenza in sintesi tra lana cotta e feltro:

lana cardata —-> infeltrimento —-> feltro/pannolenci

lana filata lavorata a maglia —-> follatura —-> lana cotta

Ovviamente, la lana filata lavorata a maglia altro non è che i nostri capi in lana, quindi maglioni, cappelli, sciarpe e la follatura è semplicemente il risultato di un lavaggio sbagliato. Follare la lana è infatti fin troppo facile, sarà infatti capitato a tutti di lavare per errore dei capi di lana insieme ad altri indumenti che richiedevano un ciclo di lavaggio più energico o una temperatura più elevata di quanto consigliato per la lana, e tirar fuori dalla lavatrice, vostro malgrado, una cosa ristretta e rigida, che una volta era il vostro maglione.

Esiste però anche una follatura consapevole, ossia quella che ci consente di riciclare i capi in lana che non mettiamo più e convertirli in tessuti compatti, pesanti e di grosso spessore che si possono tagliare, cucire o incollare per creare decorazioni o accessori.

Procedimento per ottenere lana cotta con la lavatrice

Vediamo quindi insieme come ottenere dell’ottima lana cotta, attraverso la follatura in lavatrice:

  • per avere un risultato ottimale, scegliete dei capi che siano costituiti almeno per il 60% da lana, per garantire un restringimento significativo dell’indumento
  • mettete il tutto in lavatrice e impostate un lavaggio energico a temperatura piuttosto alta, almeno 60°
  • secondo alcuni consigli scovati in rete, i capi in lana andrebbero inseriti in una federa per cuscini, che poi va chiusa con la zip (o i bottoni), in modo che non si “disperdano” dentro al cestello, nel quale si dovrebbe aggiungere anche altra roba, come vecchi jeans o scarpe da ginnastica rovinate, insomma tutto ciò che, sfregando e sbattendo contro la federa, possa stimolare la follatura
  • fatto il primo lavaggio, fatene un altro ma con acqua fredda, per bloccare, tramite lo shock termico, il processo di restringimento
  • di solito è più che sufficiente l’acqua ma, se volete, potete aggiungere del detersivo per piatti
  • se non siete soddisfatti del grado di follatura della vostra lana, ripetete il processo tutte le volte che ritenete necessarie
  • considerate che, alla fine del trattamento, la lana ritirerà tra il 25% e il 35% rispetto alla dimensione originale
  • quando avrete ottenuto il risultato desiderato, lasciate asciugare la vostra lana cotta, non appesa ma appoggiata su un piano, magari con sotto un asciugamano, dandole già un po’ la forma desiderata

Come vi dicevo all’inizio del post, la lana cotta così ottenuta può essere tagliata, incollata, cucita per modellarla come più vi piace.

Se vi trovate a dover lavare le vostre realizzazioni, non fate l’errore di pensare che, visto che il materiale di cui sono fatte è stato ottenuto ad alte temperature, di non dover far troppa attenzione al lavaggio! Sbagliatissimo, per evitare di rovinarle e di farle ulteriormente restringere, vi conviene sempre lavarle a mano con un detergente delicato e a basse temperature.

Quindi, non buttate via i vostri incidenti di percorso, ma sottoponeteli a questo trattamento e darete loro una nuova vita…che ne direste, ad esempio, di una bella borsa?

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