Come curare le orchidee in casa

L’avete vista per la prima volta su un catalogo di arredamento, dove serviva a “fare ambiente”: un’orchidea bellissima, appoggiata su un tavolino da salotto che sembra proprio quello di casa vostra. Poi siete passate di fronte al fioraio, avete visto una splendida composizione e non avete saputo resistere: siete tornate a casa con il sacchetto del pane in una mano e l’orchidea nell’altro. Ora lei è sul tavolino del vostro salotto e sembra guardarvi con i suoi begli occhioni colorati come a voler dire: “lo sai che quella del catalogo era di plastica e io invece no, vero?”.
All’improvviso vi ricordate che l’orchidea è la pianta più difficile da coltivare in assoluto. E voi avete appena fatto morire l’ultimo cactus. Calma. Le necessità delle orchidee variano molto da specie a specie, ma ecco qualche consiglio per gestire l’emergenza.

Istruzioni pratiche per curare le orchidee

  • Le orchidee sono, generalmente, piante epifite o semi epifite, ovvero posseggono radici aeree, al massimo si trovano su rami e tronchi di altre piante o su rocce ricoperte da muschi; nelle zone tropicali dell’America Latina, come la Bolivia meridionale, non è inusuale vederle crescere persino appese ai fili della luce! Esistono anche specie terrestri e acquatiche; per avere la certezza, meglio chiedere al fiorista.
  • Se sono specie aeree, l’ideale è coltivarle sospese in apposite “culle”, vasi da appendere al soffitto fatti di vimini o fili metallici ripieni non di terra ma di frammenti di legno e materiali spugnosi.
  • Amano il caldo e la luce, ma non l’esposizione diretta ai raggi solari; pertanto, paradossalmente, si adattano bene alla vita d’appartamento. Attenti solo a non esporle a fonti di calore diretto, perché potrebbero seccare le radici, esposte all’aria
  • Non bagnatele troppo: le radici potrebbero marcire con facilità. Non usate l’annaffiatorio ma spruzzate dell’acqua con un diffusore intorno al vaso. Vanno bagnate poco e spesso, anche fino a 4 volte a settimana. L’ideale sarebbe usare acqua piovana: il cloro contenuto nell’acqua di rubinetto è il peggior nemico delle orchidee.
  • Attenti ai segnali: se le foglie si ingialliscono, c’è troppa luce; se si accartocciano e non si formano germogli, la luce è troppo poca. Se appaiono macchie sulle foglie e sui fiori, è segno che la pianta “ha freddo” e va spostata in un luogo più caldo.
  • Se al terzo punto vi siete già scoraggiati, riportatela dal fioraio e chiedete in cambio un cactus. Stavolta, però, cercate di non far morire almeno lui.
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Vuoi approfondire il contenuto sulla manutenzione delle orchidee puoi leggere questo articolo: https://www.giardinaggio.it/appartamento/piante/orchidee/orchidee.asp

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Luigia Bruccoleri

Classe '89, laureata alla Facoltà di Scienze Motorie di Napoli, sportiva al 100% e tifosa del Calcio Napoli sin da piccola. Amo e seguo lo sport a 360°. Giocatrice di pallacanestro da ormai 19 anni, praticamente da sempre! Amo andare in bici, esplorare la natura, andare al cinema, ascoltare la buona musica. Appassionata dei motori, soprattutto delle due ruote, adoro la spensieratezza che si prova guidandole. Amo gli animali e ho un dolce cagnolino "ormai nonnino" di 17 anni e di nome Willy! Il mio motto è: "Crederci Sempre, arrendersi Mai".

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