Come investire nell’oro e perché conviene ai tempi del Corona Virus

Tra i numeri effetti che l’emergenza legata al diffondersi del Coronavirus sta portando con sé, troviamo sicuramente anche una serie di scenari particolarmente rischiosi e catastrofici legati all’economia mondiale. È chiaro che tante persone sentono i propri risparmi e beni in pericolo per quella che potrebbe tranquillamente diventare la crisi economica più grande e grave del nuovo millennio.

Ecco spiegato il motivo per cui sembra che tra i beni rifugio su cui si sta investendo più spesso, l’oro sia tornato ad essere uno di quelli preferiti. Non c’è dubbio: investire sull’oro, attualmente, è qualcosa di decisamente sensato, anche per via del fatto che nei momenti di grande crisi, l’oro è probabilmente il bene rifugio maggiormente apprezzato, così come quello ritenuto più sicuro. Rispetto a tale emergenza di carattere principalmente sanitario, si sta notando, però, come l’oro stia letteralmente “prendendo il volo”, anche se poi il trend è diminuito e il prezzo dell’oro è calato nuovamente.

Fare trading sull’oro al giorno d’oggi

Per capire come ci sia stata effettivamente una vera e propria corsa all’oro, si possono analizzare numerosi dati. Prima di tutto, quello che ha spinto la quotazione dell’oro ad un aumento, dall’inizio dell’anno, pari a quasi il 10%. È chiaramente la crisi economica legata al Coronavirus a portare un numero sempre più alto di investitori a cercare nell’oro un rifugio molto prezioso per proteggersi dal timore e dalle preoccupazioni che stanno investendo attualmente i mercati azionari.

L’investimento in oro, però, non fa riferimento ad un quantitativo limitato di investitori, come è stato messo ben in evidenza da un gran numero di dati e di ricerche svolte nel corso delle ultime settimane da parte degli addetti ai lavori.

Stando, ad esempio, alla London Bullion Market Association, l’autorità globale che si occupa di controllare l’andamento delle contrattazioni legate ai vari metalli preziosi, il trading sull’oro, solamente in una giornata, è arrivata a toccare la quota di 100 miliardi di dollari, ovvero il più elevato volume di scambi che sia mai stato rilevato fino ad ora. Quando si parla di trading sull’oro, è importante mettere in evidenza come si tratta di investimenti che comprendono non solamente l’oro fisico, ma pure tutti i vari strumenti finanziari che hanno ad oggetto il be pregiato metallo.

Tra l’altro, pare che ci sia un forte nesso anche tra la guerra che riguarda i prezzi del petrolio che ha visto contrapposte Arabia Saudita e Russia e il vero e proprio boom degli investimenti sull’oro. C’è anche un altro aspetto molto interessante che, ovviamente, ha un ruolo favorevole alla stimolazione degli investimenti sull’oro, ovvero la riduzione dei tassi dei tassi di interesse degli Stati Uniti. A incidere ancora di più, però, pare proprio che sia l’aspettativa, a livello mondiale, che tutte le banche centrali provvedano alla diminuzione ulteriore del costo del denaro. Per chi è abituato a investire nell’oro, si tratta di aspetti più che favorevoli, dato che questo metallo prezioso, è per sua natura improduttivo e non è in grado di produrre dei flussi di reddito.

L’impatto del Coronavirus sui mercati mondiali

È abbastanza facile intuire come l’emergenza legata al Coronavirus stia avendo un impatto tremendamente negativo sui mercati mondiali. Al momento, nemmeno chi ha la sfera di cristallo sarebbe probabilmente in grado di prevedere con certezza quale potrà essere l’andamento dei mercati azionari nel corso dei prossimi 14 giorni. La paura delle ultime ore porta a pensare a rendimenti molto più alti dopo 6, 12 e 18 mesi.

L’attività economica è chiaramente influenzata da tutte le misure restrittive che inevitabilmente i Governi dei vari Stati hanno assunto o stanno mettendo in atto. In Italia, è chiaro che la quarantena è un esempio estremo, ma ormai misure simili stanno venendo adottate un po’ in tutto il mondo. E, qualora la situazione dovesse prolungarsi ancora per diverso tempo, una recessione globale è chiaramente dietro l’angolo. La storia, però, fa capire come dopo ogni grande recessione intervenuta su scala globale, ci sia sempre stata una ripresa, a volte anche molto più rapida di quanto ci si potrebbe attendere.

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