Come fare a proteggersi dal malocchio?

Tranquilli, non siamo impazziti! Non vogliamo aumentare le superstizioni su gatti neri e vampiri, ma rispondere a una curiosità che ci è stata segnalata dai nostri lettori su alcune tradizioni popolari della civiltà contadina. Se anche non credete al malocchio (e noi di Comefare.com non ci crediamo…) è interessante conoscere queste credenze che, incredibile a dirsi, hanno fatto parte della quotidianità in molte zone dell’Italia rurale. Non credete che ricordarle valga la pena? E poi, chi sa mai… come diceva Eduardo de Filippo, “non è vero ma ci credo”!

Consigli per proteggersi dal malocchio

  • Secondo la superstizione popolare, il “malocchio” è un sortilegio che viene scagliato addosso a una persona allo scopo di farle patire dolori e sofferenze. Il malocchio può portare malattie oppure colpi di sfortuna piccoli e grandi
  • Il malocchio può essere lanciato consapevolmente, attraverso un incantesimo maligno detto “fattura” o “iattura”, oppure inconsapevolmente, attraverso sentimenti negativi come l‘invidia e il disprezzo diretti verso una vittima specifica. La persona che lancia il malocchio è detta “iettatore”
  • Chi sospettava  di essere vittima di una fattura ma non ne aveva la certezza, doveva mettersi sul capo un piatto pieno d’acqua. A questo punto un’amica fidata, una famigliare al di sopra di ogni sospetto o la fattucchiera del paese (in ogni paesino c’era una signora anziana che si dilettava a togliere malocchi e far passare il mal di pancia con qualche cantilena) versava tre gocce d’olio nell’acqua recitando una preghiera. Se l’olio galleggiava, nessun malocchio; ma se si dissolveva nell’acqua, significava che forze maligne erano all’opera.
  • A questo punto bisognava identificare lo iettatore, che poteva essere anche una persona al di sopra di ogni sospetto: in Grecia si utilizzava un metodo ritenuto infallibile. Si prendono 3 chiodi di garofano e si associa a ciascuno il nome di una persona sospetta. Poi si infilza la testa del primo chiodo su uno spillo; tenendolo delicatamente in mano, date fuoco con un fiammifero alla parte inferiore del chiodo di garofano.  Se il chiodino fa un piccolo scoppio, significa che il responsabile è la persona che avete associato a quel chiodino; se invece brucioa facendo fumo nero o cerchi bianchi, allora ha solo parlato male di voi. Se bruciava tranquillamente, il sospettato era ritenuto “innocente” e si passava a quello successivo.
  • Per togliere il malocchio non si ricorreva ai costosi rituali di qualche mago: si faceva in casa, con acqua, olio, sale, una candela. Una donna anziana, solitamente la già citata fattucchiera, versava qualche goccia d’olio in una bacinella colma d’acqua, e recitando preghiere o litanìe popolari, intingeva le dita nell’acqua e poi le passava con dei gesti ripetuti sulla fronte, le spalle, la schiena della vittima del maleficio. Poi accendeva una candela benedetta, continuando a pregare. La candela, di solito bianca, doveva essere lasciata accesa finché non si fosse del tutto consumata. L’acqua veniva poi gettata in un fiume o torrente pregando l’acqua corrente di portare via il malocchio.
  • Esistono anche modi per prevenire il malocchio: per esempio, tenere in casa la riproduzione di una civetta o di un gufo. Ma anche collane d’aglio e peperoncino rosso. I simboli tradizionali (cornetti, quadrifogli, ferri di cavallo sopra la porta etc…) sono forse un po’ demodé ma sempre validi. Ne esistono molti altri, come la ruota, la mano aperta etc… anche alcune erbe, come l’iperico o la verbena, aiutano a tenere lontana la malasorte
  • Che si tratti di pure dicerie o che contengano un fondo di verità, queste antiche credenze portano un messaggio che vale la pena tenere presente: che la sia chiami malocchio o in mille altri modi un’attitudine negativa fa male a noi stessi e a chi ci sta intorno.

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