Come fare vertenza al datore: quando serve l’avvocato del lavoro

In caso di licenziamento illegittimo è possibile fare vertenza al datore? Come cambia la procedura se interviene l’Ispettorato, i sindacati o l’avvocato del lavoro?

Come si può fare vertenza contro il datore per licenziamento ingiusto? Ci si deve rivolgere all’Ispettorato, ai sindacati o serve l’avvocato del lavoro?

Come fare vertenza per licenziamento ingiusto: le due fasi

Chi ritenga di essere stato licenziato ingiustamente, povrà rivolgersi all’avvocato del lavoro per fare ricorso contro la misura.

L’iter di vertenza prevede due fasi:

– la prima si svolge dinanzi alla commissione di conciliazione presso la direzione provinciale del lavoro a cui il licenziamento deve comunque essere comunicato in breve tempo dal datore di lavoro;

– la seconda (eventuale qualora il tentativo di conciliazione fallisca) prevede l’intervento del giudice del lavoro.

Non bisogna trascurare l’importanza della prima fase perché potrebbe evitare di finire in tribunale. Ecco perché anche in questo stadio propedeutico potrebbe essere utile rivolgersi ad un avvocato del lavoro per la difesa.

Il termine per fare vertenza è di cinque anni tuttavia agire tempestivamente, mediamente entro i primi 60 giorni, potrebbe essere la strategia vincente. Nel caso si voglia impugnare un licenziamento, occorre farlo entro 60 giorni dalla ricezione della notifica ed è necessario conservare anche la busta (per avere la prova della data di spedizione attraverso i timbri postali).

L’impugnazione del licenziamento diviene inefficace se, entro i seguenti 180 giorni, il lavoratore non si rivolge al tribunale o non propone un tentativo di conciliazione o arbitrato. Anche se viene intrapresa questa seconda strada, come accennato sopra, non è escluso il processo. Infatti se il datore di lavoro non si presenta, rifiuta di intraprendere la via stragiudiziale o non accetta di raggiungere un accordo, il lavoratore dovrà rivolgersi al tribunale (ha 60 giorni di tempo a partire dal rifiuto o dal mancato accordo). Anche in questo caso inoltre, l’Avvocato del lavoro può affiancare il suo assistito nella scelta del rappresentante arbitrale e nella raccolta dei documenti utili ad affrontare il caso.

Causa contro ingiusto licenziamento: la specializzazione dell’avvocato del lavoro

Perché per questi tipi di causa sarebbe opportuno rivolgersi all’avvocato specializzato in materia giuslavorativista? Perché esistono delle regole speciali. Rispetto ai processi ordinari, in questi procedimenti in pratica risulta invertito l’onere della prova. Siccome il lavoratore è considerato la parte debole, il legislatore gli chiede solo di provare la sussistenza del rapporto di lavoro e dell’avvenuto licenziamento. Spetterà invece al datore dimostrare che non si sia trattato di un licenziamento ingiusto ma avvenuto per giusta causa o giustificato motivo.

In seguito alla riforma Fornero si distingue tra:

– licenziamento discriminatorio (ovvero basato su opinioni politiche, religiose, razza o sesso) sempre nullo e con obbligo di reintegro;

– licenziamento per giusta causa rivelatosi però illegittimo per insussistenza del fatto con possibilità di reintegro se si tratta di un’azienda con più di 15 lavoratori (o 5 per aziende agricole);

– licenziamento per giustificato motivo oggettivo (non è previsto reintegro ma eventualmente risarcimento).

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