Come fare beatbox

Osservare e ascoltare chi fa beatbox, nella maggior parte dei casi, risulta essere molto affascinante, dal momento che queste stesse personalità risultano essere molto preparate nella loro competenza e, soprattutto, sono in grado di replicare dei suoni molto difficili semplicemente servendosi delle labbra. Tuttavia, non bisogna spaventarsi né credere che questa competenza sia lontana da una possibilità che tutti possono sfruttare, e che allo stesso tempo richiede semplicemente pazienza, esercizio e senso del ritmo. In effetti, il beatbox è, tutto sommato, molto simile al linguaggio umano, servendosi di alcuni suoni caratteristici che vanno uniti tra di loro con una certa tipologia di ritmo e combinazione sonora. Per questo motivo, non bisogna spaventarsi se non si hanno le competenze necessarie in un primo momento, dal momento che, semplicemente allenandosi, si potranno raggiungere degli ottimi risultati. Ecco, dunque, tutto ciò che c’è da sapere a proposito di come fare beatbox, a proposito di semplici procedure di cui servirsi e consigli da seguire.

I suoni caratteristici del beatbox

Al fine di comprendere come fare beatbox, in prima battuta bisogna rendersi conto di quali siano i suoni caratteristici di questa stessa materia sonora e musicale. In effetti, come detto precedentemente, il beatbox condivide, con ogni tipologia di discorso umano, un’analogia strutturale, dettata dalla presenza di alcuni suoni caratteristici che si ripetono in base al tipo di combinatorietà che si utilizza in termini di classificazione generale

Per questo motivo, vale la pena considerare quali siano i suoni caratteristici del beatbox che, se combinati tra di loro, permettono di ricreare il suono che si può ascoltare in un professionista del settore. Tre sono i suoni caratteristici in questione: la grancassa classica, definita anche come kick drum, e che orientativamente corrisponde ad un suono che somiglia alla lettera B; l’hi-hat, che corrisponde alla lettera T; il rullante classico, conosciuto anche con il nome di snare drum, che viene orientativamente rappresentato attraverso il suono P o Pf. Procedere con l’inserimento di tutti gli altri suoni, ma solo quando si potrà padroneggiare perfettamente il meccanismo essenziale.

Come esercitarsi nel beatbox

A questo punto, si possono prendere in considerazione nello specifico tutte le tipologie di esercizio che possono portare ad un allenamento essenziale nei suoni caratteristici del beatbox, al fine di assumere una certa padronanza del linguaggio sonoro. 

Come allenare il drum (o grancassa) kick

Il primo suono che può essere allenato è quello della grancassa classica, che consiste nell’esercitarsi a pronunciare perfettamente la lettera B, in modo che le labbra non si comportino come nel caso dello snare drum. E’ importante, dunque, pronunciare la lettera B in modo forte e vibrante, in modo da produrre una leggera oscillazione delle labbra, come se si stesse soffiando. Per questo motivo, l’intensità della lettera B deve essere esattamente quella che si utilizza nel pronunciare alcune parole come bordo o bacio, tenendo le labbra quanto più serrate possibili e facendo sì che la pressione si accumuli sulle stesse. Infine, anche il rilascio che porta alla emissione del suono deve essere ben controllato, in modo da far vibrare le labbra solo leggermente e per una piccola frazione di tempo.

Come allenarsi a pronunciare l’hi-hat

Anche per la realizzazione dell’hi-hat, il suono che viene caratteristicamente indicato attraverso la lettera T, c’è bisogno di un certo tipo di esercizio e di allenamento, che permette di pronunciare perfettamente questo stesso suono in modo da renderlo scandito e ben udibile dal punto di vista sonoro. Il suono prodotto deve essere simile a quello di un piatto di batteria, dunque bisogna cercare di replicare il suono Ts, attraverso l’utilizzo dei denti serrati o leggermente serrati. 

Ci si può aiutare tenendo la punta della lingua in avanti, dietro i denti anteriori, se si vuole ottenere un suono leggermente più sottile, in modo da differenziare lo stesso dal classico suono T, più pesante, che generalmente viene utilizzato. L’unico consiglio di cui ci si può servire nel pronunciare perfettamente questo stesso suono è quello che porta a respirare quanto più a lungo possibile prima di pronunciarlo, in modo da ottenere un suono più aperto. In ogni caso, basterà semplicemente esercitarsi per rendere il suono fluido, dal momento che si tratta del più semplice, dei tre, da realizzare.

Come allenare lo snare drum classico

Infine, esistono esercizi specifici anche per quel che concerne l’allenamento dello snare drum classico, comunemente rappresentato dalla lettera P. È importante sottolineare, in prima battuta, che non si tratta certamente della P classica che può essere pronunciata all’interno della maggior parte delle parole, ma di una lettera che deve essere prodotta con una certa oscillazione sonora delle labbra, come se si volesse spingere l’aria al di fuori

La maggior parte di coloro che vogliono iniziare con il beatbox si serve di un esercizio piuttosto semplice, che porta a pronunciare la P in tutte le varianti possibili, con una velocità sempre più elevata, in modo da acquisire una certa padronanza del suono. Altri consigli riguardano il tirare indietro le labbra, come se si volessero nascondere, in modo da rendere il suono molto più pesante e vibrato. Infine, quando il suono vuole essere rilasciato, le labbra dovranno essere portate verso fuori, e il labbro inferiore dovrà essere stretto contro i denti inferiori.

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