Come compilare un assegno bancario

La tua vita in quest’ultimo periodo è cambiata repentinamente: il tuo primo colloquio di lavoro, il tuo primo lavoro, il tuo primo conto corrente bancario, il tuo primo libretto degli assegni…se mi chiedessi di dare un titolo a questo preciso momento della tua esistenza la chiamerei “Il tuo primo in tutto”… 🙂 E mi verrebbe da esclamare: che fortuna! No, non sono assolutamente invidiosa, ma sicuramente ti devo dare ragione: non bisogna mai abbattersi, pensare positivo è la soluzione ottimale per affrontare a testa alta qualsiasi problema.

Sei contento di tutto ciò ma la tua unica, e comprensibile, insicurezza concerne la compilazione di un assegno bancario!

Non sai come fare? Ti rassicuro dicendoti che la seguente guida ti aiuterà a comprendere come si compone quel particolare ‘fogliettino’ e soprattutto ti illustrerà ogni passaggio, indispensabile, per procedere con la giusta compilazione.

Prima di passare alla guida vera e propria ti ricordo che l’assegno bancario – quale mezzo di pagamento maggiormente utilizzato dopo la carta di credito -, da un punto di vista puramente tecnico, è un ordine scritto in base al quale si invita la banca a pagare una somma di denaro a se stessi o alla persona indicata nell’assegno.

Istruzioni su come compilare un assegno bancario:

(Fonte Immagine – starete.it)

  1. LUOGO DI EMISSIONE – diventa importante in riferimento al luogo in cui ha sede la banca. Se il luogo di emissione e la stessa località dell’agenzia bancaria coincidono, la presentazione dell’assegno e, quindi, la riscossione deve avvenire entro 8 giorni dalla data di emissione; se, invece, le località non coincidono i termini salgono a 15 giorni.
  2. DATA DI EMISSIONE – è sempre obbligatoria. Se viene indicata una data successiva al giorno di emissione l’assegno assume il nome di post-datato. Quest’ultimo caso è consentito esclusivamente per una post-datazione di massimo 4 giorni, altrimenti si va incontro ad un illecito fiscale.
  3. IMPORTO IN CIFRE – se la cifra risulta essere intera dovrà essere scritta con due zeri dopo la virgola (es. 1.125,00); al contrario, ovvero nel caso in cui non fosse una cifra ‘tonda’ si scriverà con i due decimali: es. 1.125,85
  4. IMPORTO IN LETTERE – in pratica è la traduzione in lettere della cifra scritta sotto forma di numeri. In caso di discordanza fra l’importo in cifre e quello in lettere, vale sempre la cifra in lettere. Es. con cifra intera: “millecentoventicinque no cent” oppure “millecentoventicinque/00”; es. con cifra non intera: “millecentoventicinqueottantacinquecent” oppure “millecentoventicinque/85”
  5. BENEFICIARIO – è colui che riscuoterà l’assegno e può essere anche la stessa persona che emette l’assegno, ma in tal caso è necessario scrivere “a me medesimo” oppure “all’ordine mio proprio”; se il beneficiario non compare si parla di assegno “al portatore”: chiunque entra in possesso lo può incassare.
  6. FIRMA DELL’EMITTENTE O TRAENTE – è la firma autografa di chi emette l’assegno (deve corrispondere con quella depositata in banca).

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