Bonifica Amianto a Milano: ecco come fare

L’amianto oggigiorno è un materiale ancora presente in molti edifici, sia civili che industriali, pertanto, sensibilizzare la popolazione allo smaltimento o alla messa in sicurezza delle aree contaminate è una forma di tutela per le generazioni presenti e future.

Le operazioni di bonifica e rimozione dell’amianto sono interventi da eseguirsi in totale sicurezza, in quanto le fibre di questo materiale rientrano fra le cause maggiori dell’insorgenza del Mesotelioma Pleuris, tumore che colpisce i soggetti esposti all’amianto.

Coloro che contraggono tale patologia sono soprattutto, ma non solo, i dipendenti delle ditte che non applicano correttamente i protocolli e le direttive in materia di sicurezza, motivo da tenere in considerazione nel caso in cui si dovesse incaricare qualcuno per la rimozione o incapsulamento dell’amianto.

Detto ciò, per tali operazioni è bene affidarsi a ditte capaci e preparate sia sotto l’aspetto tecnico che burocratico.



Quale è l’iter da seguire per bonificare un sito dall’amianto?

Come detto poc’anzi, in quest’ambito deve essere riposta la maggiore attenzione nei confronti dell’elemento salute, sia dell’operatore che esegue il servizio, sia sui soggetti presenti in loco, mettendo da parte la ricerca di un eventuale risparmio economico.

Detto ciò, è necessario prevenire l’insorgenza di queste gravi patologie affidandosi a professionisti del settore.

A Milano sono presenti aziende specializzate nella bonifica dell’amianto, come ad esempio MBA Ambiente Milano, le quali procedono prima di tutto ad un sopralluogo presso il sito e poi, a seconda della situazione, espongono al committente la procedura da porre in essere al fine di non disperdere nell’aria le fibre d’amianto.

Occorre considerare che, non sempre questo materiale è visibile ad occhio nudo, poiché veniva impiegato anche come isolante termico e, quindi, collocato all’interno di pareti o sottotetti.

Pertanto, una volta rilevata la presenza dell’amianto, l’azienda incaricata dovrà inoltrare una richiesta di autorizzazione all’ufficio ASL di Milano competente, il quale, a sua volta, trasmetterà il nulla osta per l’inizio dei lavori.



Quali sono le fasi operative della bonifica di un sito dall’amianto?

Deve sottolinearsi, innanzitutto, che durante il trattamento dell’amianto tutti gli operatori dovranno indossare gli appositi DPI (Dispositivi di Protezione Individuali), importanti per la tutela della loro salute.

Il primo passo che la ditta incaricata dovrà compiere è quello relativo all’incapsulamento del materiale.

L’incapsulamento altro non è che il rivestimento del materiale in questione con prodotti coprenti e penetranti sulla sua superfice, condizione essenziale affinché l’ambiente circostante venga protetto da eventuali polveri che possano disperdersi durante le fasi della manipolazione; pertanto, una volta portata a termine questa procedura, verranno bonificate anche tutte le superfici venute a contato con l’amianto.

A seguito dell’incapsulamento, l’amianto verrà scrupolosamente rimosso dal sito e smaltito presso una discarica autorizzata alla sua rimozione.



Quali sono le verifiche da porre in essere al fine di incaricare una ditta specializzata in tale settore?

La verifica è estremamente semplice, basta verificare se l’azienda che si intende nominare sia iscritta nell’albo speciale, ovvero nell’Albo dei Gestori Ambientali.

Se il nome dell’azienda è presente in tale registro, allora non si correrà il rischio di nominare persone non qualificate.



É obbligatoria la bonifica di un sito dall’amianto?

Non vi è alcuna norma di legge che obbliga i proprietari degli immobili a porre in essere le operazioni di bonifica, ma è di fondamentale importanza comprendere in quale stato versi tale materiale: se l’amianto dovesse sfaldarsi e trasmettere nell’aria le proprie fibre causerebbe l’insorgenza di patologie cancerogene, pertanto, nel caso in cui vi siano situazioni da verificare e non si voglia ricorrere ad una ditta, si consiglia di rivolgersi all’ufficio ASL della propria zona.

Si ricorda, infine, che l’amianto, proprio per il suo alto grado di pericolosità, non può essere smaltito in autonomia.

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