Sposarsi in Chiesa o in Comune?

Quando si avvicina il gran giorno di una coppia, sono diversi gli aspetti a cui fare attenzione. Uno di questi riguarda la scelta di sposarsi in Chiesa piuttosto che in Comune. Nel momento in cui la si chiama in causa, bisogna farsi trovare pronti al fatto che sono numerose le implicazioni da considerare. Vediamo assieme le peculiarità che caratterizzano ciascuna opzione.

Matrimonio in Chiesa: quando sceglierlo

Il matrimonio in Chiesa è innanzitutto una scelta spirituale. Sposarsi con rito cattolico ha dei significati particolari e, per questo motivo, è bene considerare l’opzione solo se si è praticanti. In alcuni casi, sappiamo tutti che la strada del rito religioso viene presa in considerazione anche per motivi di quieto vivere in famiglia. Spesso può essere difficile arrivare a un compromesso in questi casi. Poco male, perché un altro aspetto che conta tanto è il fatto di poter vivere la giornata al massimo della serenità con le persone che si amano.

In generale, quando si opta per il matrimonio in Chiesa bisogna considerare un dress code un po’ più rigido rispetto a quello del Comune. Spazio quindi a vestiti a sirena ma possibilmente accollati. Per quanto riguarda il velo, non è obbligatorio. Oggi come oggi, parliamoci chiaro, si va all’altare a età non più giovanissime, con già alle spalle diverse esperienze di vita e chi celebra il rito lo sa benissimo.

Matrimonio in Comune: ecco cosa sapere

Il matrimonio in Comune è la scelta perfetta non solo quando si decide di celebrare nozze non religiose per via delle proprie insindacabili convinzioni intime, ma anche quando il desiderio è quello di personalizzare al massimo il rito. Le nozze civili, infatti, possono essere celebrate da una persona cara. Attenzione: non tutti hanno modo di ricoprire questo meraviglioso ruolo. Sono infatti diversi i neo sposini che, per esempio, non sono consapevoli del fatto che i parenti prossimi non possono celebrare. Per fare un esempio pratico ricordiamo che il migliore amico o la migliore amica di uno dei membri della coppia può tranquillamente indossare la fascia, il fratello o la sorella no.

Altre informazioni

Per quanto riguarda gli aspetti normativi, la principale differenza risiede nel fatto che, nel corso del matrimonio religioso, difficilmente vengono letti gli articoli del Codice Civile in cui si parla dei diritti e dei doveri dei coniugi (si tratta per la precisione del 143, del 144 e del 147). La loro lettura avviene a margine della cerimonia religiosa quando agli sposi viene richiesta la firma dei registri ufficiali – lo stesso ai testimoni – così che il matrimonio, entro 5 giorni dal rito, possa essere trascritto ufficialmente.

Anche se il matrimonio in Chiesa non può essere personalizzato come quello religioso, nessuno vieta di renderlo speciale. Il punto di riferimento principale in questo caso è il servizio fotografico. Grazie a realtà come Entire for Wedding, è possibile customizzarlo al massimo e scegliere, per esempio, anche le riprese video. Non dimentichiamo inoltre che le foto vengono poi raccolte in album. Questi ultimi, possono essere scelti con copertine caratterizzate dalla presenza di motivi ai quali si è particolarmente affezionati.

Come abbiamo appena visto, la scelta di sposarsi in Chiesa o in Comune è tutto tranne che semplice. Il consiglio che diamo è quella di viverla, per quanto possibile, all’interno della coppia. Anche se si è circondati da persone care, il giorno del matrimonio rimane sempre e comunque un momento profondamente connesso alla maturazione e alla crescita di una storia d’amore.

In entrambi i casi analizzati, è importante fare attenzione al budget. Non si può proprio dire quale sia l’opzione meno costosa: tutto, infatti, dipende dalle scelte della singola coppia. Ecco perché è il caso di procedere, prima di qualsiasi cosa, a mettere nero su bianco quello che si può spendere.

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