I cani che vivono nelle grandi città sono sicuramente adorati e viziati in tutti i modi possibili dai loro amici umani, ma spesso sono privati della cosa che più li farebbe felici: la libertà di farsi una corsetta senza guinzaglio. Posto che esistono aree apposite dove il cucciolo di casa potrebbe essere lasciato libero, non rinunciate alla gioia di vederlo scorrazzare nei prati, lingua penzoloni e orecchie al vento, perché avete paura che scappi e non risponde ai vostri richiami! Educare un cane ad arrivare di corsa non appena sente la voce del padrone non è un’impresa impossibile. Ma come tutti i percorsi educativi, gli altri comandi che avete già affrontato, come il seduto, terra, o resta, richiede tempo e costanza.
Se il cane torna da voi sempre, interrompendo le azioni che sta svolgendo, significa che avete il cane sotto controllo, ed è una cosa indispensabile per poter affrontare tutte le situazioni che possono verificarsi.
Preparazione
Ovviamente una buona premessa è che il cane sia ben socializzato (e quindi non aggressivo o pauroso con gli uomini e i cani) e che sia venuto in contatto con luoghi, situazioni, rumori e odori diversi, affinché il cane sia abituato a qualsiasi tipo di disturbo e quindi meno facile alla distrazione.
Il cane deve avere un ottimo motivo per interrompere quello che sta facendo e correre da voi, quindi all’inizio sarà indispensabile individuare cosa lo attiri più di ogni altra cosa per usarlo come premio: in genere è il cibo, potrebbe anche essere il suo gioco preferito (in quel caso, non permettetegli di averlo sempre a disposizione, riservatelo ai momenti di educazione).
Istruzioni
Esercizio #1
- In un ambiente conosciuto e non troppo ricco di stimoli lasciate libero il cane (ma se non ha mai risposto al richiamo scegliete un’area recintata e le prime volte usate una lunga corda che terrete molto morbida al posto del guinzaglio, in modo che si senta libero di vagare dove vuole ma non possa scappare).
- Quando il cane è impegnato in qualche azione chiamatelo per nome con voce invitante, invogliandolo a venire da voi.
- Usate la parola “vieni” o “qui” e non tralasciate i segnali corporei: accucciatevi a terra e battete le mani per attirare la sua attenzione.
- Appena il cane arriva, lodatelo con entusiasmo e offritegli subito il premio, in modo che il cane associ il richiamo a qualcosa di piacevole che lo invogli a tornare da voi.
Esercizio #2
- Se il cane è un cucciolo, e sarebbe bene che lo fosse perché il richiamo è una delle primissime cose che il vostro amico deve apprendere, fatevi accompagnare in questo esercizio da qualcuno con cui cane abbia confidenza.
- Mettetevi uno di fronte all’altro, a una discreta distanza, entrambi piegati a terra sulle ginocchia, uno con il cane fra la gambe e l’altro con il richiamo (boccone o gioco).
- La persona senza il cane lo chiama a sé, l’altro lo lascia andare e, munito di un premio a sua volta, prova a richiamarlo a sé.
- Quando il cucciolo arriva da chi lo chiama, complimentatevi con toni entusiastici e premiatelo. Il cane si divertirà a correre dall’uno all’altro e imparerà che quando torna fa qualcosa di buono e ottiene anche un premio.
Esercizio #3
- Un altro esercizio che può aiutare a insegnare il “vieni” a un cane un po’ distratto è girargli le spalle dopo il richiamo (il cane deve guardarvi mentre lo fate, in quell’attimo l’attenzione deve essere su di voi), e atteggiarsi ad andarsene senza di lui. Può essere utile anche fare una leggera corsetta in direzione opposta al cane. Se il cane vi corre dietro fatevi raggiungere, pronunciate il suo nome e “vieni” o “qui”, premiatelo e lodatelo.







