Oggi, spinta da slancio nostalgico, voglio condividere con voi la ricetta del prodotto tipico della mia regione, le Marche, sicuramente più conosciuto apprezzato nel resto d’Italia: le olive ascolane.
Saporite e gustose, sono perfette sia come antipasto che come contorno, ideali durante l’aperitivo.
Il loro essere così versatili e così apprezzate da tutti i palati, le rende purtroppo oggetto di molti tentativi di imitazione, più o meno riusciti.
Non tutti sanno, infatti, che il segreto per la riuscita della ricetta sta nell’oliva stessa: l’oliva perfetta è quella della “varietà tenera” ascolana, dalla polpa particolarmente dolce, tenera e carnosa.
La particolarità delle olive tenere ascolane è dovuta anche al trattamento di deamarizzazione o addolcimento a cui sono sottoposte.
Le olive, infatti, vengono prima immerse in una soluzione di acqua e soda caustica (20g di soda per litro d’acqua per coprire 1kg di olive) dalle 8 alle 12 ore, per poi essere oggetto di numerosi e abbondanti lavaggi con acqua per eliminare tutto l’amaro. In seguito, vengono messe in salamoia (80g di sale per litro d’acqua per coprire 1kg di olive) insieme a del finocchio selvatico.
Mi rendo conto che è difficile procurarsi questo tipo di olive per chi non abita nella zona ma è comunque una precisazione che non potevo evitare di fare! ;)
Anche la preparazione non è delle più semplici ma il gusto di mangiare l’oliva sta anche in questo: nelle Marche le olive fritte accompagnano praticamente sempre un pasto festivo, quindi prepararle è ormai diventato un rito che precede la festività e che coinvolge tutta la famiglia.
Istruzioni per la farcitura:
Le dosi seguenti sono sufficienti per farcire circa 125 olive.
- 300g di carne di manzo
- 300g di petto di pollo
- 300g di carne di maiale
- 2 cucchiai di concentrato di pomodoro
- 3 uova
- 200g di parmigiano grattugiato
- pangrattato
- 1 bicchiere di vino bianco
- farina
- 1 cipolla
- 1 spicchio d’aglio
- 1 gambo di sedano
- 1 presa di noce moscata
- cognac
- sale
- pepe
Procedimento:
- tritate finemente cipolla, aglio e sedano e fate appassire in padella con poco olio, vino bianco e pochissimo cognac
- aggiungete la carne tagliata a pezzetti non troppo grandi e fatela rosolare, poi aggiungete il concentrato di pomodoro, poco sale e poco pepe
- a cottura ultimata, macinate la carne ancora calda (anche 2 volte se necessario). Macinare la carne calda è importante per ottenere un impasto particolarmente morbido e per far sì che si amalgamino meglio i sapori dei 3 tipi di carne utilizzati
- mettete la carne macinata in un recipiente per preparare l’impasto
- aggiungete 2 uova, la noce moscata e il parmigiano e amalgamate uniformemente il tutto
- lasciatelo riposare in frigo almeno per una notte
- la prima cosa da fare il giorno successivo è di snocciolare le olive, rigorosamente con un coltellino, creando una spirale
- create delle palline con l’impasto, di dimensioni diverse a seconda della grandezza di ogni oliva
- circondate la pallina con la spirale di oliva
- a questo punto possiamo passare alla panatura: passate le olive ripiene prima nella farina, poi nell’uovo sbattuto e infine nel pangrattato
- le olive sono pronte, potete friggerle subito oppure congelarle e friggerle in un secondo momento
- è sempre meglio congelarle ancora crude e friggerle al momento, per evitare che, riscaldandole, perdano croccantezza. Per lo stesso motivo, è meglio friggere le olive ancora congelate, per evitare che l’acqua rilasciata durante lo scongelamento ammorbidisca troppo ripieno e panatura
- per friggerle, scaldate l’olio d’oliva in una padella capiente e, non appena inizia a fumare, buttate le olive, poche per volta, che farete cuocere uniformemente rigirandole delicatamente di tanto in tanto
- quando sono dorate, sgocciolatele e disponetele su carta assorbente, in modo tale da eliminare tutta l’untuosità
- servite le olive caldissime
- in verità, da noi si dice che la cuoca che prepara le olive non può sedersi a tavola mentre gli altri mangiano, proprio per riuscire a servire le olive subito appena pronte altrimenti, si rischia che, raffreddandosi, l’oliva perda la sua croccantezza e si ammorbidisca troppo. Comunque, se non volete fare questo sacrificio, potete tenere in caldo l’oliva mettendola in forno a 60°-70°, lasciandola scoperta
Quella che vi ho appena illustrato è la ricetta classica, ne esiste però un’altra versione, meno conosciuta ma altrettanto sfiziosa, tipica delle zone costiere marchigiane: è l’oliva fritta con ripieno di pesce.
Intanto cimentatevi con la classica, di questa deliziosa variante parleremo in un secondo momento! ;)







