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Come scegliere i colori giusti per la laurea

Come scegliere i colori giusti per la laurea

Tra poche settimane inizierà la sessione estiva di laurea e sì, ragazzi, vi state per laureare! Certo, l’università è divertente (ammettiamo pure che lo studio, a volte, non è stato esattamente la vostra priorità) ma non ne potete più di libri, dispense, fotocopie, esami e, soprattutto, correzioni di tesi…quindi starete aspettando il fatidico giorno con ansia e trepidazione, felici di essere riusciti a chiudere con successo questo importante capitolo della vostra vita.

Dunque, i preparativi fervono: organizzarsi per stampare e rilegare la tesi prima di tutto, ma anche cose un po’ più frivole come la scelta del vestito, che deve essere elegante ma “sdrammatizzato” con un tocco di colore, magari rosso, che è il colore della laurea.

In effetti è così, il rosso è il colore della laurea: confetti rossi, nastrino intorno alla corona d’alloro rosso, amici e parenti che portano valanghe di fiori rossi o comunque confezionati con carta rossa…che fantasia! Ma non lo sapete che ogni facoltà ha il proprio colore?

In verità, molti universitari lo sanno ma, per pigrizia, scelgono di fare comunque tutto rosso, che è più semplice e, di sicuro, non si sbaglia mai.

Secondo me, invece, è bello personalizzare la propria laurea con il colore tipico della facoltà scelta, per essere almeno un po’ più originali e non completamente monocromatici, e per mantenere viva una tradizione che sarebbe un peccato perdere.

Vediamo quali sono i colori delle principali Facoltà universitarie italiane:

Lettere e Filosofia Bianco
Architettura Nero
Economia Giallo
Giurisprudenza Blu
Ingegneria Nero
Farmacia Rosso granata
Scienze politiche Lilla
Scienze della formazione Rosa
Medicina e chirurgia Rosso
Veterinaria Viola
Scienze matematiche, fisiche, naturali Verde
Psicologia Grigio
Sociologia Arancione
Agraria Verde scuro

Ovviamente, l’elenco non è completo e ci possono essere delle variazioni nei colori legate alle diverse città universitarie e al fatto che, a seconda delle città, un corso può essere Facoltà o semplice corso di laurea – che quindi prende i colori della Facoltà a cui appartiene – ma, poco male, basta vincere la pigrizia e informarsi per tempo, facendo circolare la voce anche a parenti e amici! ;)

Sono pronta a rispondere anche alla seconda obiezione: che allegria, io che mi laureo in ingegneria devo scegliere il nero per addobbi e decorazioni?

Certo che no! La laurea è una festa quindi via libera a colori forti e vivaci, rosso in primis chiaramente, ma, ad esempio, il nastro intrecciato nella corona d’alloro, un fiocco o una spilla sulla vostra giacca, la carta che avvolge il bouquet di fiori…insomma, un qualsiasi piccolo particolare che rimandi alla facoltà che avete frequentato, per non fare di voi un laureato “generico”.

E chissà che questo non serva a far capire ai parenti più anziani che voi non siete laureati in tutto e che non possono pretendere che gli spieghiate qualsiasi cosa gli passi per la testa… Tipo: “Nonno, non sono in grado di aggiustare il televisore!” e lui “Ma come? Non sei laureato?” e voi: “Sì, nonno, ma in letteratura russa!” Ecco, magari può essere utile…

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Comments (6)

  • silvia

    ciao! per la laurea in fisica e astrofica invece?

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  • carmelo ragusa

    Per la laurea in lingue e letterature straniere va bene il nastro color verde? E se sì chiaro o scuro?Quale tonalità?

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  • Martina

    Per la laurea in scienze motorie a bologna che colore si usa? grazie

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  • Francesco

    Non è questione di città ma di università. A Napoli ci sono ben 6 università (4 statali ‒ Federico II, L’Orientale, Parthenope, Sun ‒ e 2 non statali, Suor Orsola Benincasa e Pegaso), a Roma quattro statali (Sapienza, Tor Vergata, Roma tre, Iusm) e svariate non statali (e non sto considerando le pontificie, che tecnicamente sono straniere: il Vaticano è uno stato), a Milano 5 (3 statali ‒ Statale, Bicocca e Politecnico ‒ e due non statali, Bocconi e Iulm), a Perugia 2 entrambe statali, a Siena 2 entrambe statali, a Reggio di Calabria una statale e una non statale.
    Inoltre sono sedi universitarie anche molte città che non hanno una propria università: ad esempio a Caserta, Aversa, Capua e Santa Maria Capua Vetere vi sono poli della Seconda università di Napoli (che ha una sede didattica anche a Marcianise, facente capo al polo di Aversa), mentre a Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini vi sono poli dell’Alma mater studiorum Università di Bologna.
    Quindi, non parlate a sproposito di «città universitarie». Parlate piuttosto di atenei.

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  • Enrica

    per una ragazza che si è laureata a Ravenna in “belle arti” quale colore mi consigliate

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  • Alessandra

    Scienze infermieristiche san camillo forlanini roma

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