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3 Comments

  1. 1

    Mario

    ceto è molto semplicistico valutare una persona matematicamente secondo criteri predefiniti,seppur sembrino in assoluto giuste linne guida. purtroppo ulitimemente ho rivalutato secondo questi criteri un amicizia lunga 30 anni,dove ho sempre messo da parte il mio interesse,ma il mio amico raramente l’ha fatto,e ad ogni litigio mi ha sempre rinfacciato le poche cose che pensava di aver fatto con disinteresse.Purtroppo abituando un amico del genere ad essere trattato con vera amicizia,quando rivaluti la sua posizione nella tua vita ti accorgi anche che lui crede di avere avuto sempre ragione. i veri amici non sono quelli che conosci da piu tempo,ma quelli che sono felici delle tue gioie e tristi per le tue sconfitte,che non ti rinfacciano gli errori ma che li comprendono,e che tu senti di poter perdonare prima che ti chiedano scusa.

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  2. 2

    brigitte

    Guide e criteri predefiniti suonano freddi e calcolati di fronte all’astratto e al fascino dei sentimenti: ma con i sentimenti occorre essere imparziali. Che non significa privarli di sensibilità quanto piuttosto di organizzare e sapere come funziona questa sensibilità. Sull’amicizia bisogna capire il vero senso e ruolo: due amici costutuiscono la prima comunità fuori dal nucleo familiare ove è possibile vivere una vita senza invidia né competizione, con sincerità e rispetto della parola data. Purtroppo da adulti, spinti da necessità pratiche e sguazzando nella competizione, nella sopraffazione e nell’ ipocrisia, diventa un’altra abitudine chiamare qualunque conoscente, collega o contatto su facebook “amico”: ed eccoci immersi in una serie di relazioni false, ipocrite, che spingono a pensare che piuttosto l’amicizia non esiste.
    Durante tutta l’adolescenza ho ascoltato i miei genitori ribadirmelo. Ma non gli ho mai creduto, non credo a chi rinuncia ai valori importanti. Ed anche a me, come a te e altri mille, è successo che amicizie trentennali finiscano per ingannare, ricattare, rinfacciare. Ma tutti abbiamo bisogno di relazioni oneste e fondate sulla fiducia, nonostante i fracassi che l’essere umano per la sua stessa natura attrae. Homo homini lupus (L’uomo è lupo per l’uomo), diceva Hobbes secoli orsono: non dimentichiamo la natura dell’uomo, la sua somma capacità di deludere, di distruggere, di sporcare: l’egoismo è basico nel comportamento umano, nonostante la società provi a correggere questo comportamento favorendo la convivenza. Ed è vero, sono noti gli errori di cui è capace l’umanità contro se stessa. Ma la controparte di questa cita è che l’uomo è sacro per l’altro uomo, e in questa eterna dicotomia tra bene e male siamo noi quelli a cui è data l’ultima parola, quelli che possiamo cambiare la storia. Qualunque disgusto o delusione che venga dalla persona da cui meno ce l’aspettavamo non deve giustificare l’arrendersi alla sfiducia e alla diffidenza: mentre siamo capaci di comprendere e perdonare, di condividere i nostri pensieri ed essere leali, il senso vero dell’amicizia resterà al salvo. Che vita povera e sconsolata sarebbe se non potessi fidarti di nessuno se non di alleati occasionali e complici momentanei: dentro ognuno di noi c’è un traditore latente che va domato ed allenato. Somigliare agli altri non ci salva, siamo noi a dover dare l’esempio.

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  3. 3

    Beppe

    Ciao Brigitta. Ho letto da poco questo articolo e il tuo commento. Io devo dirti che quello che hai scritto è in parte vero e ne sono pienamente d’accordo. Il problema è comunque anche singolare. Ad esempio per quanto mi riguarda, a 27 anni posso dirti che ad oggi non ho mai avuto un amico. Ho sempre avuto persone che mi hanno sfruttato fino al midollo. Persone che si ritenevano amiche mie perchè volevano il pc sistemato, volevano un aiuto o qualunque altro supporto, oppure perchè gli serviva qualcuna per abitare al suo appartamento perchè da solo pagava troppo. In quest’ultimo episodio ad uno di qeusti ennesimi “amici”, dopo avergli rifiutato la rihciesta perchè non ero in condizioni di farlo (anche perchè abitavo in un altro appartamento e secondo le sue esigenze dovevo andar via immediatamente, perdendo in questo modo la caparra che ho dato al padrone di casa). Sai cosa è successo? l’indomani non mi ha neanche più rivolto la parola. Solo perchè gli ho rifiutato la richiesta. Ma questo è un caso fra le migliaia che ho avuto. Non ho mai avuto modo di confidarmi con nessuno. Tutti i miei problemi li ho risolti sempre da solo e quelli che ho me li tengo per me senza la possibilità di confidarli a nessuno soffrendo in una maniera atroce. Ultimamente ho conosciuto anche tante altre persone. Sono molto estroverso, e a fare nuove conoscenze non ho problemi. Il fatto è che ogni volta che lego con qualcuno mi accorgo sempre che ricevo il ben servito. Addirittura da un anno a questa parte per via del lavoro ho stretto amicizia con un napoletano, abbiamo fatto un corso insieme ed abbiamo vissuto nello stesso appartamento per quasi un anno. Pensavo di aver trovato un fratello, e gliel’ho pure detto apertamente. Poi abbiamo proseguito questo corso in città diverse per poi rivederci nuovamente pochi mesi fa. Premetto che durante il periodo che eravamo distanti ci sentivamo e vedevamo spesso. Poi quando ci siamo rivisti nella stessa città per il corso ( che durava tre mesi) a mala pena ci salutavamo in aula e nonstante dormivamo nello stesso hotel non ci siamo mai beccati. Ho sofferto molto in quei giorni e non mi sono mai spiegato perchè. Poi all’improvviso, dopo che il corso è definitivamente chiuso e siamo inseriti a lavoro, con una definitva separazione perchè lavoriamo in due città diverse, mi chiama al telefono, mi chiede come va. Addirittura oggi ha preso il treno per venirmi a trovare. Purtroppo essendo un collega non ho potuto mandarlo a fanculo, perchè non si sa mai. Però ad eseere sincero, dopo come mi sono trovato in quei giorni al corso, preferisco non vederlo più e non sentirne parlare, o almeno ridurre al minimo gli incontri. Come posso fare per evitarlo definitivamente senza creare disagi nel rapporto lavorativo? VI giuro che ogni volta che lo vedo o ne sento parlare, soffro come un cane. Invece ultimamente, non vedendolo e non sentendolo mi sento molto tranquillo e rilassato. Avete idee a riguardo? purtroppo allo stato attuale non me la sento proprio di ricucire un rapporto di amicizia, sono sicuro al 1000 per 1000 che soffrirei nuovamente.

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