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4 Comments

  1. 1

    Stefania

    Effettivamente siamo noi a darle potere, forse per soggezione o per educazione.
    da oggi basta! Sempre con educazione possiamo farle capire che non siamo delle bambine a cui può dare ordini o che può (più o meno in modo velato) offendere. Il rispetto si conquista… anche con lei

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  2. 2

    Max

    Questo tuo “tractatus suocerus” apparisce ad un punto molto nostalgico in mia vita: ho 63 anni, mia mamma è morta da 17 anni, e adesso posso riflettermi molto bene dell’l’importanza che è sottoscritta qui: dopo della “partenza”, la suocera avra un’amore feroce, più feroce che anni fa, infatti, perche lei vuole sapere, perfino ad essere rassicurata (continualmente!!) che la nuora e il genero possono continuare e vogliono sostenere le tradizione familiale. Questa è una legge di cuore. Forse questo desiderio può creare una specia di ansietà? A parte di suoi manicaretti instancabile, badiamo che la vita passa come le cascate, solamente una volta, velocamente, e per sempre. È verissimo che la suocera ci sembra implacabile, ma con quello titolo si porterà la responsabilità, (con qualche stranezza!) Benche ci pensiamo adulti, sullo sguardo della suocera siamo solo studenti.

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  3. 3

    Jude

    Per me il problema è simile ma (a quanto pare, sentendo le altrui esperienze) insolito: io i problemi li ho con mio suocero. E’ una persona odiosa: se lo vai a trovare ti dice che sei andato a scroccare. Se te ne vai ti dice che non hai rispetto. Se lo saluti e lui non ti caga è tuo compito andare da lui a stringergli la mano. Se non lo fai sei maleducato. Se lo fai sei un leccapiedi. Il problema è che queste cose, per quanto stupide, lo rendono nervoso, irascibile e in casi estremi pericoloso per l’incolumità dei presenti. Più di una volta ha inveito contro me e i miei familiari, credendo che io non lo sentissi e mi ha spesso affibbiato epiteti offensivi. Io non ho il diritto di rispondergli perchè altrimenti è lui ad offendersi: è mio suocero e non posso parlagli in questo modo. Una volta me lo ha detto dopo che io gli ho detto: “guarda che ti sbagli”. Mi sto ancora chiedendo cosa ci fosse di offensivo in questa frase. Io non ho paura di lui ma il timore che suscita negli altri (mia moglie compresa) lo rende una persona degna di un rispetto che in realtà non merita ed il fatto che io non glielo dia mi rende la pecora nera della situazione. In parole povere la colpa è mia che non sono capace di dargliela vinta. Per colpa sua sono io quello guasto in una famiglia che alla fine non è la mia famiglia, perchè io sono sposato con sua figlia, non con lui e quelli che con lui vivono. E anche l’essere convinto di questa cosa mi rende una persona mleducata e irriconoscente verso i suoi gesti di generosità immaginaria. Lo odio da morire e spero che gli capiti qualcosa di davvero brutto.

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    1. 3.1

      Duluoz

      Beh caro,
      scusa per il ritardo, non so se leggerai mai. Comunque ti capisco e hai tutta la mia vicinanza e comprensione e solidarietà. Hai mai pensato di cominciare una psicoterapia? Ce ne sono anche di gratuite nei centri familiari cittadini, io ho iniziato un percorso simile e mi ha aiutato tanto. Potrebbe servire a farti stare meglio.
      In bocca al lupo.

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