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Come eseguire una corretta depilazione

Il fatto che anche gli uomini si siano convertiti al culto del glabro, è una prova della casualità ignorante del percorso evolutivo. Pare che la società sia avviata verso l’estinzione di quei fenotipi dotati di una peluria inconsistente o chiarissima (come ad esempio gli albini e i rossi) mentre proliferano i soggetti condannati all’eterna estirpazione del superfluo vello. Se l’evoluzione seguisse uno sviluppo logico (o una giustizia divina), il genere umano dovrebbe prima o poi arrivare a spogliarsi naturalmente della peluria superflua. Inutili, antiestetici e perfino angoscianti nel loro implacabile accanimento a ricrescere, i peli vanno rimossi: vuoi per ragioni prettamente estetiche, vuoi per altri motivi (es. attività sportiva o manie igieniche). In attesa che la genetica si adegui al costume e le nostre pro-pronipoti si godano i benefici della liberazione dall’incombenza della lametta, cerchiamo una risposta alla madre di tutti i quesiti estivi: come si esegue una corretta depilazione?

Premessa

Com’è noto, i peli sono costituiti da una radice, inserita nel follicolo, e da un fusto, che rappresenta la parte visibile e che cresce con una velocità di circa 1 centimetro al mese. La velocità di ricrescita del pelo è strettamente legata alla tecnica di depilazione impiegata. In parole povere, più il metodo risulta indolore, prima dovremo ricorrere nuovamente alla depilazione. Eliminare il pelo senza intervenire sul bulbo, per esempio con un rasoio o utilizzando creme e saponi depilatori, comporta sì un grado di sofferenza pari a zero ma anche una ricrescita rapida e aggravata da un progressivo visibile ispessimento del fusto. L’epilazione consiste invece nell’estirpare il pelo dalla radice attraverso uno strappo deciso. Sia che venga utilizzata la cera a caldo o a freddo, sia che la tortura preveda un supporto meccanico tipo epilatore elettrico, il pelo dovrà avere una lunghezza minima di 4 millimetri per poter essere completamente estirpato, ma è consigliabile non attendere che la crescita abbia completato il suo corso, pena un’indicibile sofferenza. È il metodo più efficace per mantenere la pelle liscia a lungo (fino a due-tre settimane) con poca spesa (non è necessario mettersi nelle mani esperte di un centro estetico, possiamo benissimo farci del male da soli) e ha l’ulteriore vantaggio di alimentare le nostre illusioni di avere indebolito la matrice col trauma violento dello strappo. I metodi di depilazione restano tanti e vari, e orientarsi non è sempre facile. Diamo uno sguardo ai principali, coefficiente di dolore e facilità d’uso inclusi. Ricordate che per ottimizzare qualunque procedimento è sempre consigliabile far precedere la depilazione da uno scrub, che rinnova le cellule dell’epidermide e impedisce al fusto di ricrescere sotto pelle, e farla seguire dall’applicazione costante di un prodotto che inibisca la ricrescita dei peli.

Istruzioni

  • Rasoio. A lama o elettrico, il rasoio è il metodo di depilazione più veloce e indolore, ma provoca una ricrescita molto (troppo) rapida. L’uso in zone sensibili (inguine, viso e braccia) causa purtroppo la nascita di peli incarniti. I rasoi a lama devono essere sempre utilizzati con l’ausilio di  prodotti (schiume, detergenti…) che agevolino lo scorrimento della lama, che deve avvenire sempre in senso contrario alla crescita del pelo, in modo da minimizzare la possibilità di tagli e irritazioni.
  • Saponi e creme. Sono un metodo indolore e piuttosto rapido, ma sicuramente meno pratico rispetto al rasoio. Sia le creme che i saponi sono a base di particolari sostanze cheratolitiche e caustiche, che indebolendo la struttura della cheratina, il principale componente del pelo, ne causano la caduta immediata senza intaccare la radice. Prima di usarli su una vasta porzione di pelle, è sempre consigliabile applicarne una piccola quantità sul polso e attendere dieci minuti per verificare che non si scatenino reazioni allergiche.
  • Ceretta a caldo. E’ il rimedio ideale per una peluria folta e spessa. Le cerette a caldo sono costituite da un mix di sostanze che vengono riscaldate e spalmate sulla pelle, nella direzione del pelo. Nel solidificare, inglobano il pelo che può così essere estirpato con lo strappo energico di apposite strisce in carta da far aderire alla cera; il calore della cera consente al follicolo pilifero di aprirsi, facilitando l’operazione. Per contro, il calore, provocando vasodilatazione, rende questo metodo controindicato per chi soffre di vene varicose o di fragilità capillare.
  • Ceretta a freddo. Come sopra, senza l’inconveniente della vasodilatazione dovuta al calore. La cera va applicata sulla pelle a temperatura ambiente o appena tiepida (le strisce pronte all’uso possono essere scaldate tra le mani).
  • Epilatore elettrico. Apparecchio infernale dotato di dischetti o molle rotanti, che catturano i peli strappandoli dal follicolo. Va utilizzato facendolo scorrere sulle zone da depilare, in senso contrario al pelo. Ideale per le gambe, è meno indicato per zone ricche di ghiandole, come inguine e ascelle. Prima di usare l’epilatore può essere utile fare un bagno caldo, per dilatare il bulbo pilifero e facilitare lo strappo del pelo alla radice, o passare sulla parte un cubetto di ghiaccio in modo da anestetizzare lievemente la pelle.
  • Pinzetta. I peli vengono estirpati uno a uno, bulbo compreso, con un colpo secco. Inadatta a epilare vaste porzioni di pelle è indicata solo per aree limitate come sopracciglia, baffetti, ombelico, oppure per liberare peli incarniti.
  • Filo orientale. Ultima arrivata fra le tecniche di epilazione, si serve di un semplicissimo filo di cotone che l’abilità manuale dell’estetista manovra intrappolando il pelo e strappandolo alla radice. Particolarmente adatta per le zone delicate come il viso è assolutamente improponibile come tecnica fai-da-te. Tra le tecniche di epilazione è la meno traumatica, ma per l’evidente difficoltà di realizzazione, è eseguibile solo da un esperto professionista.
  • Epilazione definitiva. Tutti quei trattamenti paramedicali che si basano o su passaggio di corrente ad alta frequenza che penetrando nel bulbo distrugge i peli uno a uno (elettrocoagulazione) o su emissioni di luce monocromatica che agiscono selettivamente sulla melanina presente nel bulbo pilifero distruggendo la radice (laser e luce pulsata). È una tecnica particolarmente efficace quando la pelle è chiara e la peluria scura. Questi metodi richiedono tempi piuttosto lunghi per risultare efficaci, e ripetute sedute. Mettete in conto che per qualche settimana non potrete esporvi ai raggi solari e che un’epidermide abbronzata rende meno efficaci i trattamenti, quindi il periodo ideale per rivolgersi a uno specialista è quello circoscritto ai mesi invernali.
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